Il Carnevale

Detti e modi di dire

Ddoppu li tri re carnalivari è!
Ddoppu li tri re olè olè

Le due frasi si assomigliano ma la più usata era la prima e stava a significare che, passata l'Epifania, con l'arrivo dei tre Magi si entrava in periodo carnevalesco. Queste frasi venivano urlate dai bambini che scendevano in strada suonando la brogna.

Ih eh carnalivari è. Ih eh carnalivari è!

Frase semplice con la quale si annunciava l'arrivo del carnevale.

U Nannu ca' Nanna vennu abballannu picchì a Termini a finiri và lu mmernu.

I Nanni arrivano proprio quando sta per finire l'inverno e arrivano con il loro carico di allegria e buonumore, ballando e scherzando, proprio per fare dimenticare quel periodo buio e triste che caratterizza l'inverno.

È carnalivari, susiti matinu, pigghiati u ciascu e bb'accatta lu vinu!

È un rima simpatica che la dice lunga sulle abitudini di allora. È un invito ad alzarsi presto per Carnevale, per correre a comperare un bel fiasco di vino e festeggiare.

É cchiù babbu carnalivari o cu cci và dd'appressu?

L'interrogativo è molto esplicito, e ci si chiede se è da considerare stolto chi agisce male o chi, senza riflettere, ne imita gli errori.

Pi caranalivari ogni schersu vali e cu s'affenni è maiali!

La frase ricorda che per carnevale è consentito ogni scherzo e chi ne prova offesa viene paragonato ad un maiale. L'accostamento non è dei più delicati ma ammonisce che non è il caso di arrabbiarsi per uno scherzo di una volta l'anno.

Si tortu comu a ramurazza ru Nannu!

Per capire questa frase bisogna prima spiegare che per qualche tempo fu in uso in mano al "Nanno" durante le sfilate un ravanello di dimensioni gigantesche, che spesso veniva appositamente coltivato dai giardinieri. L'ortaggio oltre che grosso era anche di forma oltremodo irregolare, cioè "tortu". Nel caso specifico, comunque, l'aggettivo "tortu" riferita a persona non è da intendersi relativa al fisico ma al carattere scontroso.

Abballa abballa ca finiri avi carnalivari!
È un po' come il racconto della cicala e della formica, in effetti si tratta di un ammonimento a chi abituato a fare la bella vita non pensa mai al domani. Infatti, dopo le grandi abbuffate arriva sempre il digiuno.

Cu si marita mali nun fa carnalivari

Per dire che un cattivo matrimonio non arriva a carnevale.

A carnalivari tutti i malanni sannu a scurdari.

É l'augurio e lo spirito con cui bisogna partecipare ai festeggiamenti del Carnevale. Per un Termitano, infatti, il Carnevale è la festa cittadina non religiosa più importante ed attesa.

Carnalivari fa cuntenti cu avi carni, maccarruna e denti

Il detto mette in evidenza i piatti tipici del carnevale e la condizione sociale di chi, al tempo in cui il detto è stato formulato, vivendo in miseria e povertà non aveva né carne né maccheroni né denti per poterli mangiare e, quindi, non poteva festeggiare con gioia il carnevale.

Quannu u testamentu senti abbannniari allura finisci carnalivari.

Si tratta della conclusione del carnevale. Infatti, il nostro Carnevale si conclude con la lettura "du tistamentu du Nannu" che ogni anno affronta con ironica lucidità i temi più scottanti e le problematiche più attuali vissute in città, richiamando anche l'attenzione su personaggi ed eventi.

I quattru Joviri

Pi lu joviri di cummari cunn'avi sordi d'impigna u falari
Pi lu joviri di parenti puru cu un mancia si pulizia i renti
Pi lu joviri du zzuppiddu cuns'ammarra è peggiu pi jddu.

Quannu veni lu gioviddì grassu, cutini a sarsa e ... stuiti u mussu.